PER L’EX COLORIFICIO LIBERO, 10 – 100 – 1000 MUNICIPI DEI BENI COMUNI

 

 LIBERIAMO LE CAMPAGNE LIBERANDO LE CITTA’

 LIBERANDO LE CAMPAGNE LIBERIAMO LE CITTA’

 

Facciamo nostre le parole del comunicato con cui s’indiceva l’importante manifestazione di ieri, per ristabilire a Pisa quel “diritto alla città” e ai beni comuni contrastato da una legalità istituzionale a uso e consumo degli speculatori:

Abiteremo le strade praticando una grande, pacifica e legittima azione che riaprirà l'Ex Colorificio, chiuso con un atto di imperio in seguito ad una sentenza del Tribunale. E’ questa la nostra risposta allo strapotere delle multinazionali, alle lobby del cemento e a quella politica che con queste tratta e svende le nostre città.

Saremo un fiume in piena, come quello che attraverserà in quella giornata le strade di Napoli contro la devastazione ambientale e l'emergenza sanitaria di cui è vittima il territorio campano, conseguenza di politiche criminali che hanno permesso di contaminare ed avvelenare i territori e le persone che li abitano. O come quello che scenderà sempre il 16 novembre in piazza in Val di Susa contro la TAV e la politica delle grandi opere, che spreca denaro pubblico, distrugge l'ambiente e alimenta un modello di sviluppo insostenibile. O che sarà a Gradisca d'Isonzo contro la politica dei CIE. Insieme in uno stesso giorno Pisa, Napoli, Gradisca d'Isonzo e Val di Susa. Quattro luoghi simbolo della lotta per i beni comuni e contro le politiche del privilegio”.

Domenica, 17 Novembre 2013 22:08

Dopo tanto ragionare e discutere, trascorso tutto il tempo necessario a decantare esperienze e fatti ed atti, a riflettere sulle cose dette e sulle scelte da assumere, dopo nuove discussioni e riflessioni collettive che riprendevano le prime… giunti infine alla convinzione comune d’un passo importante:

comunichiamo con serenità ma non senza dispiacere la nostra decisione di uscire dalla RES-SUD.

Questa comunicazione vale contemporaneamente per gli aderenti della stessa e per tutti quanti e quante, più o meno direttamente, volenti o meno, hanno rapporti o forme d’interazione con questa.

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Prima ancora, quindi, delle mete verso cui il cammino della RES SUD si dirige e che convince noi a cambiare, per il momento, strada e compagni, è il punto di partenza che vogliamo e dobbiamo mettere in discussione, mettendo quindi, prima di tutto, in discussione noi stessi.

Non solo in base ad un principio ideale ma all’esperienza pratica di questi nostri tre anni di vita e anche di molti anni precedenti che ognuna e ognuno ha trascorso in altre esperienze, crediamo che, come diceva qualche anno fa dal Messico indigeno un poeta incappucciato, “le case, anche le più grandi, si costruiscono sempre a partire dal basso…”. Una rete del SUD, come ogni altra a connotazione territoriale, si costruisce sui territori, prima di tutto, e può nascere come rete più ampia, transregionale, solo in base ad un’esigenza che da questi nasca, come raccordo di percorsi già radicati che ampiano ognuno il proprio orizzonte costruendone insieme uno comune.

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.........cliccare sul titolo per leggere tutto il documento

Martedì, 12 Novembre 2013 14:33
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