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  • Riportiamo Amadou a casa
    Riportiamo Amadou a casa
    Amadou finalmente è ritornato a casa, in aereo, ma non con le sue gambe, come certamente aveva immaginato, sognato di fare un giorno, magari come "uno che ce l'aveva fatta", ma dentro una cassa avvolta in un sacco, perché Amadou Traore, di anni 31, è morto di ghetto nella piana di Gioia Tauro, in un posto infame conosciuto come Contrada Russo, vicino Taurianova: uno dei tanti non luoghi dove i lavoratori che raccolgono i frutti del tanto sbandierato "Made in Italy" sono costretti a vivere.
    Non sappiamo cos'altro dire. Possiamo solo ringraziare tutte quelle persone, Gruppi di Acquisto Solidale e Spazi Sociali che hanno contribuito alla riuscita di questo viaggio, nonostante i costi, siano raddoppiati in corso d'opera, causa pandemia da Coronavirus. Ringraziamo anche chi avrebbe voluto, chi avrebbe potuto contribuire e non l'ha fatto.
     
    Oggi, purtroppo, non riusciamo nemmeno a provare una minima soddisfazione per essere riusciti a far ritornare Amadou al suo villaggio, Merela, in Mali, perché proprio ieri, un altro lavoratore, di 34 anni, è stato investito da un'auto nei pressi della tendopoli, in una strada della prima zona industriale che, sebbene costeggi il più grande porto di transhipment del mar Mediterraneo e il secondo d'Europa dopo Rotterdam, è completamente buia.
    Gora si chiamava, aveva 34 anni, ed era venuto dal nord dell'Italia, dove vive la sua famiglia, per raccogliere clementine e arance qua nella Piana. L'ennesima, inaccettabile morte sul lavoro nella moderna e civile Europa che di moderno e civile non ha assolutamente nulla.
    Sos Rosarno
    Medici per i Diritti Umani
    Csc Nuvola Rossa e Co.S.Mi. (Comitato Solidarietà Migranti) Mediterranean Hope

     

    Lunedì, 03 Agosto 2020 07:08 Leggi tutto...
  • Info e Ordini

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    Lunedì, 20 Aprile 2020 18:24
  • Sui fatti di oggi alla tendopoli della zona industriale di San Ferdinando e in risposta al vicepresidente della Regione Calabria
    San Ferdinando (RC), 1 Aprile 2020,
    Apprendiamo dalla stampa le nuove dichiarazioni del Vicepresidente della Regione Calabria Nino Spirlì che ritiene “Inaccettabile che i migranti rifiutino i pasti con la violenza. Ora i calabresi”.
    Le associazioni Medici per i Diritti Umani, Mediterranean Hope - programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), SOS Rosarno, Sanità di Frontiera, Csc Nuvola Rossa e Co.S.Mi. (Comitato Solidarietà Migranti), Hospitality School che operano nella Piana di Gioia Tauro, ritengono che ad essere inaccettabili siano in primo luogo le drammatiche condizioni abitative e di sfruttamento lavorativo a cui sono costretti da più di dieci anni i braccianti agricoli della Piana. È opportuno ricordare che i destinatari delle dichiarazioni del Vicepresidente della Regione Calabria sono dei lavoratori di norma sfruttati (si veda...inserire link ultimo report) e che a causa dell’attuale emergenza si vedono negata la possibilità di recarsi sul luogo di lavoro poiché sprovvisti di un regolare contratto. Non stupisce dunque che per queste persone l’ennesima proposta assistenzialista abbia rappresentato la classica “goccia che fa traboccare il vaso”.
     
    Mercoledì, 01 Aprile 2020 18:10 Leggi tutto...
  • Non potete fermare il vento!

    Infame: si dice di persona che, per aver compiuto azioni particolarmente turpi e spregevoli, si è resa indegna della pubblica stima (Enciclopedia Treccani).

    E non ci viene altro termine per definire il gesto che è stato commesso ai danni della famiglia di Michele Conia.  

    Ecco perché oggi, dopo il gesto, appunto, infame, siamo a Cinquefrondi.

    Siamo qua non solo per lui e per la sua famiglia tutta, che stringiamo a noi in un abbraccio affettuoso, forte e solidale.

    Siamo qua per Cinquefrondi tutta, per i paesani di Cinquefrondi, per le strade, le piazze e le mura di Cinquefrondi, siamo qua per il cielo e i boschi di Cinquefrondi. Siamo qua insieme a tutte quelle donne e quegli uomini che insieme a Michele hanno fatto di Cinquefrondi un posto semplicemente migliore.

    A voi che, approfittando delle tenebre, avete commesso questo gesto vile e vigliacco diciamo che non potete fermare il vento: gli fate solo perdere tempo!”

    Sos Rosarno

    Domenica, 09 Dicembre 2018 16:13
  • ODIO, DISPERAZIONE, MORTE!

    Suruwa Jaiteh è morto, viva Suruwa Jaiteh! Sì, perché un ragazzo nel fiore degli anni aveva tutto il diritto di vivere la sua vita che, invece, è stata spezzata dal clima di odio e di tensione ultimamente aumentati a dismisura.

    Ecco la realtà, purtroppo, raffigurata dagli scheletri anneriti dei tuguri di lamiere immersi nella fanghiglia e nell’immondizia e, quel che è atroce e irreparabile, dal corpo carbonizzato di Suruwa.

    Mercoledì, 05 Dicembre 2018 13:23 Leggi tutto...
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