LE CASE AL BORGO di ROSA

Chi siamo Attività Contatti

IL BORGO DEL POPOLO

NEL BELLISSIMO BORGO MEDIEVALE DI NICOTERA, UN PROGETTO DI EDILIZIA SOSTENIBILE VOLTO AL RECUPERO DELLA ZONA ANTICA DEL PAESE ORMAI DA TEMPO CONSEGNATA ALL’ABBANDONO ED ESPOSTA AL DEGRADO.
UN PROGETTO RIVOLTO ALL’OSPITALITA’ E AL CONTEMPO ALL’EDILIZIA POPOLARE, NELLA CONVINZIONE CHE IL BORGO SI POSSA RIPOPOLARE E CHE SIA UN POSTO MOLTO BELLO IN CUI STARE.

“LA CASA E’ DI CHI L’ABITA, E’ VILE CHI LO IGNORA…

IL TEMPO E’ DEI FILOSOFI, LA TERRA E’ DI CHI LA LAVORA”


Le politiche edilizia, urbanistica e territoriale risultano sempre più esplicitamente mezzi per esercitare il controllo di classe, per governare il proletariato anche al di fuori del tempo di lavoro e organizzarne il tempo di vita, dividendolo e frammentandolo in base alle differenti opportunità d’uso dell’abitazione, d’accesso ai servizi, di mobilità rispetto al mercato del lavoro:

attraverso una gamma di differenziazioni coerenti con i processi di valorizzazione che regolano l’intreccio di interessi tra rendita e profitto.


Riteniamo che il modo più corretto d’interpretare questi processi, anche nel loro uso capitalistico, sia quello di estendere il dibattito e l’analisi ad altri modelli concreti dell’uso abitativo, modelli non riconosciuti dal sistema economico/produttivo, né dalle politiche pubbliche, e che non rispondono alla logica imperante dell’usa e getta.

Il progetto “Borgo del popolo – SOS Rosarno” si propone, tra le altre, la finalità di restituire al paesaggio i suoi contorni “originari”, promuovendo ed attuando il recupero e la rivitalizzazione del vecchio centro di Nicotera, oggi degradato, in via d’abbandono e svuotamento, secondo i processi tipici della nostra terra e di tutte le società che soffrono di mancata, o bloccata, evoluzione. (Nello stesso spirito, un progetto con cui siamo in relazione gemellare “Borgo Futuro”, a Cinquefrondi, di cui si trova qualche traccia nelle pagine del turismo solidale).


Questo centro rappresenta a nostro avviso un patrimonio culturale unico e ricchissimo; in esso è immediatamente percepibile l’organizzazione urbana relativa a un modo di vita non ripetibile (o non del tutto?), nel quale l’autocostruzione era allora pratica architettonica diffusa, popolare, secondo un bisogno attribuito da alcuni specialisti e dalla generalità dei moderni professionisti del settore alla “pseudoedilizia” delle classi povere. (Esplicitiamo rispetto a queste note il nostro debito verso un testo fndamentale e tutt’oggi attuale, “Il potere di abitare”, a c. di Franco La Cecla).

Riuscire a ridare vita e salvare dall’apparentemente inarrestabile degrado realtà come questa significa vincere una scommessa politica, culturale ed economica allo stesso tempo:

-          Culturale, perché servirà a preservare dalla rovina manifestazioni e testimonianze significative di come l’uomo abbia saputo nella storia adattarsi creativamente alle specificità dei luoghi, in momenti a volte molto lontani da quello attuale, in particolare nell’epoca della cosiddetta civiltà contadina.

-          Economica, perché per avere la possibilità di successo e dimostrarsi autosufficiente, il progetto dovrà far leva su meccanismi diversi da quelli oggi vigenti e corrispondenti alla mera logica di mercato (ovvero del massimo profitto)

-          Politica, per entrambi i motivi sopra esposti…

Il recupero dei luoghi sarà possibile attraverso la creazione di una rete di fruitori, anche a basso reddito, creando di fatto opportunità di residenza, vacanza e formative altrimenti impensabili.

Gli spazi comuni potranno essere utilizzati per fini anche diversi da quello preminente, sempre comunque in coerenza con lo spirito del progetto e quindi con il principio della fruizione collettiva, conviviale, degli spazi e il recupero del borgo come bene comune.

Il disciplinare per il restauro delle abitazioni segue un criterio filologico: uso delle pietre e dei materiali del post, pavimenti in cotto, tetti con i coppi e aderenza alla configurazione architettonica originaria, desunta anche da un corredo fotografico…

Proponiamo anche l’organizzazione di laboratori di arti e mestieri, ceramica, cestineria, e più in generale la diffusione, dimostrazione e insegnamento di vecchi mestieri e pratiche, in definitiva di tutte quelle “arti” e modi di produzione materiale non subordinati alla logica dei centri commerciali, nella consapevolezza che riappropriarsi di questi e delle capacità fabrili rappresenti un diffuso, ancorché spesso inconsapevole, bisogno sociale.

Al momento sono state recuperate due case pronte ad accogliere chi voglia venirci a trovare per un numero complessivo di 8 persone…

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Indirizzo: - Nicotera (borgo) Telefono: - 346 7669026 - 338 4592719 Email: - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito internet: -
Iscriviti alla newsletter