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  • Quante morti dobbiamo ancora aspettare per vedere razionali ed efficaci interventi di accoglienza?

    C’è differenza tra le vittime del treno deragliato a Pioltello, gli operai della Lamina di Milano, i braccianti delle nostre campagne e gli “abitanti” una qualsiasi baraccopoli?

    No, non c’è differenza!

    Sono lavoratori, italiani e immigrati che muoiono o sul posto di lavoro come Marco, Giuseppe e Arrigo, morti mentre pulivano un forno in una fabbrica metalmeccanica o come Paola morta mentre raccoglieva uva ad Andria o Mohamed e Zakaria, morti mentre raccoglievano pomodori.

    Sono lavoratori che muoiono mentre vanno al lavoro o dal lavoro tornano, chi in un treno che deraglia, come Pierangela, Giuseppina e Ida, chi investito da un’auto sulla statale 18 in Calabria, mentre fa ritorno a casa con la sua bicicletta come John, Kadjali e Mimmo, che anche se era africano, insisteva sul voler essere chiamato così perché “era nato a Milano” e da lì era finito a raccogliere arance e mandarini nelle campagne del sud Italia.

    Poi ci sono quelli come Sekine, che muoiono per un colpo di pistola sparato da un pubblico ufficiale che dovrebbe essere capace di disarmare una persona che ha un coltello da cucina in mano senza sparagli addosso.

    E poi ci sono quelle e quelli che muoiono per il freddo, direttamente come Dominic, morto di freddo perché non aveva trovato posto nella tendopoli, o Marcus che si ammalò di polmonite perché dormiva in una baracca abbandonata in mezzo alla campagna o indirettamente, perché dal freddo cercava di proteggersi con il fuoco in una capanna di plastica e cartone, come Becky, morta carbonizzata la scorsa notte.

    Minimo comune denominatore: diritti e sicurezza sul lavoro presi a colpi di ascia, insensate politiche di accoglienza.

    E intanto, mentre gli ultimi continuano a morire, si affrontano come emergenze situazioni che emergenze non sono più ma vere e proprie cancrene, visto che da sempre le stesse da diversi anni e non vengono risolte o per manifesta incapacità o per mancanza di volontà.

    Sono anni che si spendono milioni di euro per montare tendopoli per poi abbandonarle a sé stesse e quando si montano le tendopoli, si fa il lavoro a tre quarti se non a metà, visto che molti erano stati costretti a vivere nelle baracche di plastica e cartone.

    Eppure i fatti di Rosarno dovrebbero aver insegnato qualcosa: evitare grossi insediamenti di persone come le tendopoli, non fare sgomberi.  

    Quanti morti bisogna ancora aspettare prima di avviare efficaci e razionali interventi di accoglienza?

    Sos Rosarno

    Sabato, 27 Gennaio 2018 17:34
  • Nuovo listino stagione 2017/2018

    Care e cari,

    a questo link potrete trovare il nuovo listino che verrà aggiornato di volta in volta in base alle disponibilità del momento 

    https://drive.google.com/file/d/1c0IYFv4LGnYLHm9jZ5azkPsHkBYkqHZl/view

    Purtroppo, dopo 2 anni, abbiamo dovuto ritoccare leggermente i prezzi, principalmente a causa dei costi di spedizione.

    A breve pubblicheremo il bilancio della stagione scorsa e vi renderemo partecipi di un paio di cose che ci frullano nella testa.

    Grazie di cuore dall'allegra combriccola di Sos Rosarno

    Mercoledì, 15 Novembre 2017 20:00
  • IL FUTURO E' DI CHI LO FA!
    Mercoledì, 04 Ottobre 2017 21:36 Leggi tutto...
  • UN PONTE DI ARANCE E SOLIDARIETÀ DALLA CALABRIA AL ROJAVA – SOS ROSARNO SOSTIENE IL PROGETTO “UN OSPEDALE PER LA SIRIA A TELL TEMR”
    Venerdì, 24 Marzo 2017 17:53
  • SOLIDARIETA’ E VICINANZA AL MOVIMENTO 14 LUGLIO IN OCCUPAZIONE!

    Condividiamo e sosteniamo la lotta delle donne e degli uomini di Nicotera che in questo momento ne stanno occupando la Sala Consiliare. SOLIDARIETA’ E VICINANZA AL MOVIMENTO 14 LUGLIO IN OCCUPAZIONE! Riteniamo doveroso dire anche la nostra, in relazione all'articolo pubblicato sulla pagina Facebook e sul sito internet del Corriere.it, in data 2 gennaio 2017, dal titolo "Nicotera, raccolta firma per fermare la cronista anti-cosche", a firma Carlo Macrì e riportato nella sostanza anche da altri siti di informazione online. Può una testata giornalistica così importante pubblicare un articolo come questo con così tanta leggerezza? Se l'autore dell'articolo avesse avuto il buon senso, quantomeno, di leggere questa fantomatica "Raccolta firme per fermare la cronista anti-cosche”, avrebbe capito subito che altro non era che una “normale” richiesta firmata con la quale attivisti e simpatizzanti del Movimento 14 luglio chiedevano al direttore di un quotidiano locale di esercitare un sacrosanto diritto di replica, in riferimento ad un articolo che a loro giudizio conteneva delle inesattezze. Se poi avesse avuto la professionalità di fare una verifica dei fatti e di informarsi sulle persone di cui si apprestava a scrivere (una testata come il Corriere ha sicuramente contatti in ogni dove e non dovrebbe essere difficile reperire informazioni), avrebbe appreso che gli aderenti al Movimento 14 luglio sono semplicemente delle persone per bene, che alcune di queste persone, conosciute e stimate in tutta Italia, hanno un passato ed un presente cristallini di attivismo e militanza nel campo dei beni comuni e dei diritti umani, che qualcuno di loro ha pagato prezzi altissimi a causa delle proprie battaglie per la difesa dei beni comuni. Va da sé che un giornalista avveduto e corretto non avrebbe ceduto al fin troppo facile e scontato, quando si parla di zone come la nostra, accostamento ad ambienti o pratiche mafiosi: l’aspetto più grottesco di questa triste vicenda ! Ma la cosa più grave non è la cantonata che anche un giornale importante come il Corriere della sera, seppur nella edizione online, a quanto pare, può prendere, ma l’occasione sprecata per far un ottimo lavoro di informazione: avrebbe infatti trovato tanto di quel materiale per pubblicare un interessante articolo che avrebbe suscitato tanto interesse tra i propri lettori. Un “notizione” insomma, come si direbbe informalmente in gergo giornalistico! Avrebbe infatti appreso che nell'anno 2017, sì sì, non nel 1017, ma nel 2017, non in uno dei poveri paesi del terzo o quarto mondo, ma in Italia - Europa, nella frazione Marina della cittadina di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, da anni le famiglie non possono godere del diritto ad un’acqua salubre da utilizzare per gli usi quotidiani, da anni sono costrette ad approvvigionarsi di acqua altrove per cucinare e per fare la doccia, da anni vengono emesse ordinanze di divieto di consumo dell’acqua dei rubinetti per usi domestici. Avrebbe appreso che Nicotera fino a qualche anno fa era una meta turistica di assoluto prestigio internazionale e adesso non lo è più a causa del mare sporco. Avrebbe poi appreso che un numero consistente di persone normali si è stancato di questa situazione e ha deciso di organizzarsi, di stare insieme per rivendicare i propri diritti e inchiodare le istituzioni e gli organi competenti davanti alle loro responsabilità, con modalità anche eclatanti, ma doverose ed irrinunciabili, visti gli stucchevoli rimpalli di responsabilità a cui assistono da troppo tempo ormai ed il loro livello di esasperazione. Questo sì che sarebbe stato materiale per un ottimo giornalismo d’inchiesta e questo è quello che un giornale potrebbe e, a nostro avviso, dovrebbe ancora fare, non tanto per riparare alla cantonata presa, quanto per il dovere di fare informazione coraggiosa e corretta. In questa fase non ci interessa fare analisi sulla Questione Meridionale, ci preme ribadire e sottolineare quali sono gli elementi che non devono essere persi di vista: da anni dai rubinetti della case esce acqua sporca e il mare è sporco, da anni gli organi competenti non fanno nulla, da qualche mese esasperati cittadini si sono incazzati e si sono organizzati collettivamente per rivendicare i propri diritti e proprio per questi motivi in questo momento stanno occupando di nuovo il Municipio della loro città. Vengano a Nicotera i corrispondenti del Corriere, di Articolo 21 della FNSI e di qualsiasi altra testata che ha scritto a sproposito su questi fatti, a verificare come ciò che dovrebbe essere semplicemente normale, appare, purtroppo rivoluzionario. Vengano a Nicotera a conoscere i motivi che hanno dato vita ad una delle più importanti e significative esperienze di autorganizzazione popolare nate nel nostro territorio negli ultimi 30 anni. Vengano a Nicotera a confrontarsi con gli attivisti del Movimento 14 luglio e a comprenderne le ragioni. Sono ancora in tempo.

    Lunedì, 09 Gennaio 2017 15:17 Leggi tutto...
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